Magnus de Armis: Chile’s lesson and the Socialist Party

Those articles were sent to me by the General Secretary of the Socialist Party, Magnus de Armis, in the beginning of June. Nick agreed with me that we should have translated and published them, however, because of the exams and working stages, I was only able to publish them now. They’re really worth a look, so enjoy!

We are all aware of the sad events that occurred during the leadership of Allende (eventually, check for something on Wikipedia).
The right-wing bourgeoisie, together with the army and the business class, successfully lead a bloody coup d’etat, with the sole aim to establish a fascist dictatorship at the service of the North-americans. I’m obviously talking of Pinochet.

Although Comrade Salvador was not very attached to the Soviet Union, – actually he usually had different positions than the Soviet republic – he was still tagged by the ultraconservative and reactionary press as a servant of Leonid Brezhnev (at the time General Secretary of the Communist Party of the USSR) who would have turned Chile into a Russian missile base.

The lies didn’t receive much attention, but were added to a series of causes that lead in the end to the military mobilitation of Chile, elevated also by the USA, and apparently, in small doses, by the same Soviets.

What does this teach to us?

The example of Chile tells us that, even in the most limpid democracy, there will always be movements that are ready to fervidly oppose a Communist, or even Socialist, government. That’s unfortunately a sad truth for all those who, like me, want to move legally inside a democracy like Italy.

We must remain cautious, evaluate step by step what we do and be ready to react in the best way to any form of aggression (look at, for instance, the assassination attempt to Comrade Palmiro Togliatti, former leader of the Italian Communist Party; it almost lead to a civil war).

Exempting from forming alliances, and creating yourself the reputation of being “puritan”, doesn’t really help making a good and reasonable militance. To be honest, it can also become counterproductive, since the public opinion and other political figures will get scared from even approaching and will maintain a rather suspicious behaviour.

I therefore think, because of the reasons I’ve written above, that a collaboration between the two largest political parties of a country, is not only convenient from a political point of view, but grants also a continuation to our ideological intent and an improvement for our micronation.

Now, it’s time to really present myself: my name’s Magnus de Armis. In Italy I’m registered with the name of Francesco R.U. In Florence, I’m the elected co-ordinator of Rifondazione Comunista (or “Communist Refoundation Party”).

Probably, at this time, you might ask yourself why a fervid Communist, is, in St.Charlie, the leader of the Socialist Party. Someone might eventually say that I was an opportunist and just adapted myself to the situation (since the Party was originally founded by the big woman herself, Fabiana Gallo della Loggia).

However I’m not here for writing what people think of me, but rather why I fight for a Socialist ideology in St.Charlie
Well, our federal republic is currently living a good life: there aren’t any oppressive regimes, press is free, its hundred-and-something citizens are generally active, the military is not a threat but a security and our political counterpart is fair (n.b NPSC).

Would there be the need of a violent revolution? Let’s not make confusion, I am not a pacifist but neither a warmonger; I just think it would be crazy to subvert such a socio-political situation like the one in St.Charlie.

Without even considering that who works in politics must always think of three major factors: its personal actions will have an effect on its career; you must always consider what’s going on; but mostly, that politics, in se, is the art of compromise, or else we speak of war, as Von Clausewitz used to say.

In short, our micronation doesn’t need any subversive (in the positive way) act for the better change. Rather, it needs people that dedicate a bit of their time, like Minister Lunam or Minister Schneider, that work a lot in St.Charlie’s bureaucracy and daily life.

That’s why, in our special case, a Socialist political structure adapts itself better than a Communist one.

Obviously, if things might precipitate (something that nor me nor the rest of the Party currently expects), we will not hesitate to defend the rights of the citizens, of the comrades, and of Socialism.

Comments
One Response to “Magnus de Armis: Chile’s lesson and the Socialist Party”
  1. Magnus de Armis says:

    Italian version:

    La lezione del Cile

    Sappiamo tutti quali tristi avvenimenti ebbero luogo in Cile durante il governo Allende.
    La borghesia destrosa, insieme alla classe dirigente e l’esercito; portarono a segno un colpo di stato cruento, atto unicamente a installare una dittatura fascista, al servizio dei nord-americani.
    Nonostante il compagno Salvador non fosse vicino all’Unione Sovietica, anzi, aveva posizione molto distanti dalla fredda repubblica dei Soviet, fu comunque additato dalla stampa reazionaria come un servo di Brezev (Segretario del Partito comunista Sovietico) e che avrebbe trasformato il Cile in una base missilistica russa.
    Le menzogne non fecero molta presa, ma andarono ad aggiungere, giorno dopo giorno, piccole goccie che avrebbero portato alla mobilitazione militare, sostenuta anche dagli USA, e sembra, in piccola parte, dai sovietici stessi.
    Questa cosa c’insegna?
    C’insegna che, anche della democrazia più limpida, ci saranno sempre, dietro le quinte, forze pronte ad opporsi fermamente all’approntarsi di un governo se non comunista, almeno socialista.
    Questa è una dura realtà per chi, come noi, vuole muoversi legalmente all’interno di una democrazia.
    Dobbiamo stare attenti, valutare passo passo e star pronti a reagire a qualsiasi aggressione con la giusta forza (vedi, per esempio, l’attentato al compagno Togliatti, all’ora Segretario del Partito Comunista Italiano, che portò quasi ad una guerra civile. Quest’ultima persa in partenza con gli “Alleati” ancora presenti in forze in Italia).
    L’esimersi da fare alleanze, il crearsi la fama dei “puritani”, non aiuta chi fa una militanza politica sana e ragionevole.
    Anzi, è altamente controproducente, dato che l’opinione pubblica e le altre sensibilità politiche sono spaventate solo dall’avvicinarsi e avranno un comportamento molto circospetto.
    Ritengo, di conseguenza alle ragioni sopra elencate che una collaborazione tra i due partiti di massa, non solo sia conveniente dal punto di vista politico ma garantisca anche una continuazione al nostro intento ideologico e un miglioramento per la nostra micronazione.

    Sul Partito Socialista di St.Charlie

    Mi presento, sono Magnus de Armis. In Italia sono registrato all’anagrafe come Francesco R.U. .
    A Firenze sono un dirigente eletto del mio partito, Rifondazione Comunista.
    Sicuramente, mio caro lettore, ti starai chiedendo come mai io, un fervente comunisti, a St.Charlie sia il Segretario del Partito Socialista. Indubbiamente taluni elementi affermeranno che sono stato un’opportunista e che mi sono adattato alla situazione.
    Però io non sono qui per scrivere ciò che gli altri pensano di me, ma spiegarti il perché di un’idea socialista a St.Charlie
    Ebbene, la nostra repubblica federale si trova in una buona situazione: non vi sono regimi oppressivi, la stampa è libera, i cittadini partecipano attivamente, i militari non sono un pericolo ma una sicurezza e la nostra controparte politica è molto onesta (PNSC NdA)
    Credete realmente che ci sia bisogno di una rivoluzione violenta? Non facciamo confusione, io non sono un pacifista ma nemmeno un guerrafondaio; bensì ritengo folle andare a sovvertire una situazione socio-politica come St.Charlie.
    Senza contare che chi fa politica deve sempre tenere conto di tre fattori: che il suo “personale” andrà ad incidere sulla carriera, che bisogna tener conto della realtà e che, soprattutto, la politica in sé è l’atto del compromesso, altrimenti parliamo di guerra, come diceva Von Clausewitz.
    Insomma, la nostra micronazione non necessita di alcun atto violento o sovversivo (nel senso positivo del termine) per mutare in meglio. Bensì ha bisogno di persone che vi si dedichino giornalmente, come il Ministro Lunam o il Ministro Schneider; che lavorano assiduamente per migliorare le nostre leggi, la nostra burocrazia e il quotidiano vivere dei cittadini.
    Quindi una struttura politica socialista si adattava sicuramente di più ad una situazione del genere, che una comunista.
    Ovviamente, se le cose dovessero precipitare, cosa che ne io ne la dirigenza del nostro partito prevede attualmente, non esiteremo a prendere le armi per difendere i diritti dei cittadini, i compagni e il Socialismo.

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